Francesco Di Dio, Ciccio per gli amici
Carmelo Musumeci PER UN ERGASTOLANO LA MORTE È PIÙ UMANA DEGLI UOMINI “L’ergastolano non ha nessun domani. Ha solo un passato che non passa. È come essere morti prima di morire.” Ieri sera ho ricevuto questo triste messaggio: “Oggi è morto Ciccio, te lo ricordi? Nel carcere di Opera stava con le stampelle, gli avevano amputato il piede sinistro. Era stato esplicitamente un ergastolano senza scampo, avevamo descritto bene il morbo di Buerger. Ogni volta che lo incrociavo in carcere mi parlava con gli occhi lucidi. Il direttore ha detto che è stato infarto, improvviso.” Ho appreso con dolore della morte in carcere dell’ergastolano Francesco Di Dio, Ciccio per gli amici. Il suo cognome non gli ha portato certo fortuna, perché Dio lo aveva abbandonato presto. In carcere da trent'anni, da quando ne aveva appena 18. L’ho conosciuto ragazzino, nel 1992 nel lager dell’Asinara, sottoposto al regime di tortura del 41 bis. Siamo stati un periodo in cella insieme. La prima volta...