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MARINE SPEZZINE

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- Stefano Sarti - Spesso le scelte che si fanno nella politica quotidiana (e parlo in questo caso di scelte dell’Autorità di Sistema Portuale della Spezia e dell’amministrazione comunale spezzina) rimandano a ricordi di un passato sul quale non abbiamo mai riflettuto fino in fondo.  Mi riferisco alla decisione di cancellare una Marina storica come quella del Canaletto (che è, anzi, era - a 'sto punto - , tutto quello che rimane degli anni passati quando Spezia aveva il suo mare). Oggi con un accordo tra l’Autorità di Sistema Portuale e la società Lsct, gruppo Contship, praticamente la Marina di Canaletto non esiste più. Non starò qui a ricordare le battaglie che dalla fine degli anni '90 si sono protratte fino ai giorni d’oggi, battaglie che contrapponevano, e per certi versi contrappongono ancora oggi, chi vorrebbe uno sviluppo abnorme delle attività portuali con grandi tombamenti  del mare (quasi 200.000 metri quadrati di superficie marina sottratta) e conseguent...

ADIL BELAKHDIM

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Stefano Sarti  Un episodio simile a quello che ha portato alla morte del sindacalista dell’autotrasporto è successo anche alla Spezia moltissimi anni fa, per fortuna senza conseguenze mortali. Eravamo in sciopero come metalmeccanici per il rinnovo del contratto nazionale e un gruppo di lavoratori di OTO Melara andò a fermare l’Aurelia in prossimità del cimitero dei boschetti. Roberto, un nostro collega (che purtroppo morì qualche anno dopo a causa di un cancro) durante il blocco del traffico si sdraiò in terra non consapevole che stesse arrivando un’autovettura a tutta velocità nel tentativo di forzare il blocco! Per fortuna alcuni compagni riuscirono a far letteralmente rotolare Roberto evitando che fosse investito. La macchina fu bloccata dai manifestanti e un nostro compagno con un  violentissimo pugno ruppe il lunotto posteriore che andò letteralmente in pezzi. Poi si venne a sapere che la donna che aveva cercato di forzare il blocco, e che per poco non aveva p...

MELARA REBELDE, laboratorio collettivo di lotte contro il carbone

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Hernan Chavar - Quarto stato Massimo Lombardi Primi anni 80, Massimo entra per la prima volta alla Scuola Media "Carlo Cattaneo" di Melara, banco in prima fila a fianco della finestra, guarda fuori, ci sono il sole e quattro ciminiere che fumano.   Poco distante Mariella ritira il bucato dalla finestra... è tutto a pallini gialli, come il davanzale immerso completamente nella polvere.   Alla panchina di Via dei Pini, Pino illustra ad Alberto, il postino "rosso", gli effetti nocivi che la combustione del carbone produce sulla salute di chi abita sotto le ciminiere, ma anche di chi è lontano, "poiché i venti trasportano polveri anche nei borghi estremi del Golfo dei Poeti".   Roberto, Stefano e Marco costruiscono la vertenza ambientale e una mobilitazione senza precedenti, con migliaia di spezzini in corteo e molti di più dalla loro parte, fino a vincere il referendum.   Aldo sindacalista cerca di coniugare l'ambiente e il lavoro, "l...

Le memorie non possono aspettare

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  Stefano Sarti   Le memorie non possono aspettare, cantavano i Talking Heads in quell’incredibile album che fu Fear of Music . E di memorie dobbiamo parlare, se vogliamo discorrere di quel grandissimo tema che è la Centrale Termoelettrica di Vallegrande di proprietà di Enel Spa, diventata nel tempo, forse per un’avvenuta vena poetica dei padroni del vapore, centrale “ Eugenio Montale ”. E allora la memoria non può che andare a quanto successe in questo territorio, noto come il distretto o provincia della Spezia che dir si voglia   (ancora oggi Enel nei documenti ufficiali scrive “di” La Spezia, che facciamo, li perdoniamo?) quando si decise di impiantare la “più grande centrale termoelettrica d’Europa” (allora lo era davvero). Pompe magne, inaugurazioni, magnifiche sorti e progressive, e un dato incontrovertibile: livelli occupazionali di un certo peso, oggi fortemente ridimensionati. Era la metà degli anni ‘60, e la questione ambientale non era contemplata. Un o...