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JACK ROSEBUD, L'ADULTO CHE GIOCA

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Paolo Luporini “Gladys, amore, bocconcino, ho una cosa da dirti. Siediti lì. Sono un prestigiatore perché quando avevo otto anni, a Natale, anziché scrivere nella letterina a Santa Claus che mi portasse un guantone da baseball e una mazza, ho chiesto un mazzo di carte da Poker. E lo zio Wilkes si presentò al nostro pranzo di Natale con una scatola di giochi di prestigio, “The little Wiz”. Ne divorai il manuale e provai tutti i trucchi. Inizialmente non ero molto bravo nelle manipolazioni perché il mazzo era troppo nuovo, ma zio Wilkes m’insegnò ad arrotondarne leggermente il dorso e come fare a segnare le mie carte in modo invisibile agli altri spettatori, la mamma e il papà, riuscendo a ipnotizzarli con i miei trucchi. Il manuale spiegava di guardare negli occhi gli spettatori, le vittime dei miei trucchi magici, così facendo sarei riuscito ad incantarli su di me e a distrarli da ciò che facevano le mie mani, che io non dovevo mai guardare. Le muovevo automaticamente, alle...

LA DONNA DI CUORI

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Paolo Luporini Inizio un racconto che nelle mie intenzioni dovrebbe diventare un esempio di come un sogno notturno può portare un soggetto originale semplice che l’autore può sviluppare e arricchire di contenuti magari alti mantenendosi distaccato dal didascalico e dal pedagogico, sempre con uno stile asciutto che va al sodo, senza troppi fronzoli o fiori di descrizioni particolareggiate. Per scrivere questo racconto ho aspettato tre giorni dal sogno sia perché sono giornate in cui sono sempre un po’ troppo stanco per iniziare alcunché di nuovo che non sia una necessità immediata, sia per non scriverlo di getto ma per prepararlo invece con un po’ di meditazione. Sono le cinque del mattino e parto. Il personaggio sono io stesso in una vita precedente. Ero un prestigiatore e mi esibivo nei circhi che vagavano nomadi su, giù, da ovest a est e da est a ovest negli Stati Uniti d’America pochi anni dopo la fine della II Guerra Mondiale, un po’ prima che scoppiasse la Guerra di Co...