JACK ROSEBUD, L'ADULTO CHE GIOCA
Paolo Luporini “Gladys, amore, bocconcino, ho una cosa da dirti. Siediti lì. Sono un prestigiatore perché quando avevo otto anni, a Natale, anziché scrivere nella letterina a Santa Claus che mi portasse un guantone da baseball e una mazza, ho chiesto un mazzo di carte da Poker. E lo zio Wilkes si presentò al nostro pranzo di Natale con una scatola di giochi di prestigio, “The little Wiz”. Ne divorai il manuale e provai tutti i trucchi. Inizialmente non ero molto bravo nelle manipolazioni perché il mazzo era troppo nuovo, ma zio Wilkes m’insegnò ad arrotondarne leggermente il dorso e come fare a segnare le mie carte in modo invisibile agli altri spettatori, la mamma e il papà, riuscendo a ipnotizzarli con i miei trucchi. Il manuale spiegava di guardare negli occhi gli spettatori, le vittime dei miei trucchi magici, così facendo sarei riuscito ad incantarli su di me e a distrarli da ciò che facevano le mie mani, che io non dovevo mai guardare. Le muovevo automaticamente, alle...