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Visualizzazione dei post con l'etichetta ergastolo

Aboliamo il carcere

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Io sono per l'abolizione del carcere. Bravo Carmelo! È giusto lottare contro l'ergastolo e il 41 bis, ma avendo l'obbiettivo di eliminare i carceri, gabbie di tortura e morte, di assurdità che vanno contro la nostra Costituzione e danneggiano il corpo sociale, creando più danni rispetto ai suoi stessi scopi. La Giustizia, la Legge, dovrebbero cambiare il reo in in uomo nuovo, un cittadino utile e rinnovato dentro, come persino un Gesù vorrebbe, perché, ricordiamolo, non fu lui a creare l'inferno. “PROGRESSO”: DALLA PENA DI MORTE ALLA MORTE PER PENA L’altro giorno mi è capitato di leggere su “Il Dubbio”, uno dei miei giornali preferiti, questa dichiarazione del magistrato, ora in pensione, Edmondo Bruti Liberati: “Il carcere, la privazione della libertà come pena, nella storia dell’umanità ha costituito un “progresso” rispetto alle pene corporali e alla pena di morte”. Non sono per nulla d’accordo, anche perché la pena di morte e le pene corporali nelle nostr...

DA CRIMINALI A CITTADINI ATTIVI

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Paolo Luporini 22 novembre 2021  Nel numero di oggi di La Repubblica, a pag. 27, si parla del riscatto umano da una vita criminale (assassinio plurimo e altri reati pure gravi) terminata con la carcerazione con il regime 41 bis e la pena dell'ergastolo. Il riscatto umano è venuto con lo studio, tre lauree, molti libri e molti articoli pubblicati. Ha ottenuto finalmente i riconoscimenti giudiziari e ora esegue con merito un servizio sociale a favore di disabili nella comunità Giovanni XXIII. Alcuni amici spezzini che lo conoscevano quando era giovane e ne hanno seguito le vicende non credono ancora nella possibilità che sia veramente redento. È vero che "nemo propheta in patria" ma è anche vero che la Costituzione Italiana considera il carcere con l'obiettivo della rieducazione e del reinserimento, anche se l'istituzione carceraria è ancora inadeguata al compito indicato dai padri costituenti. "L'assassino dei sogni", questo è il nome con cui Carmelo ...

CARCERI: “IO NE HO VISTO COSE CHE VOI UMANI NON POTRESTE IMMAGINARE”

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  In questi giorni, forse per ricordarmi da dove vengo, ho dato un’occhiata ai miei diari che scrivevo dal carcere e ho pensato di rendere pubblici alcuni brani. Non lo so perché lo faccio, forse perché m’illudo di poter seminare qualche dubbio in alcune persone che pensano che chi fa del male ne deve ricevere altrettanto. Forse semplicemente perché mi sento un po' come un reduce di guerra e non riesco a scrollarmi il carcere di dosso, perché spesso mi tornano alla mente tutti i ventisette anni di carcere, con i periodi d’isolamento, i trasferimenti punitivi, i ricoveri all'ospedale per i prolungati scioperi della fame, le celle di punizione, ecc. Se vi va leggete, perché spesso in un prigioniero c’è un pezzo di cuore di ognuno di noi: “Oggi un compagno si è tagliato le vene… Tutto quel sangue mi ha impressionato: la limitatezza e la fragilità della natura umana in carcere è come uno specchio e ti senti emotivamente coinvolto… Insomma non è come vedere la sofferenza in televisi...

PANDEMIA DI VENDETTA CARCERARIA

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“Solidarietà allo sciopero della fame di Rita Bernardini su carceri e Covid19” La parte più ingenua di me pensava questa pandemia avrebbe aiutato a umanizzare una buona parte di umanità e a sensibilizzare la società per interessarsi di più alle “Patrie Galere”, invece, come al solito, mi sbagliavo: quasi a nessuno importa di quello che sta accadendo nell’inferno delle nostre carceri. Prigionieri e guardie carcerarie contagiati da coronavirus, alcuni morti, altri moribondi, ma ancora nessun intervento politico e sociale per svuotare le celle. Giusto qualche palliativo per chi è stato condannato per reati meno gravi e nulla per chi ha già scontato decenni di carcere, soprattutto se è stato condannato per gravi reati. Non si capisce perché chi ha passato buona parte della sua vita in carcere sia ancora pericoloso, più di quello che è appena entrato per scontare una breve pena. Davanti ai diritti e alla salute non dovrebbe contare il reato commesso, ma piuttosto gli anni di pen...

CORONAVIRUS: VIVERE IN CARCERE È COME ESSERE MORTI CON GLI OCCHI APERTI

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In questi mesi, forse anche a causa della paura del coronavirus, sto continuando a ricevere molte lettere dai miei ex compagni e le loro parole mi fanno stare male. A volte non mi fanno neppure godere la libertà, perché è difficile essere liberi e felici quando molti tuoi compagni, nel tempo del coronavirus, sono murati vivi senza nessuna pietà.  Ho pensato di rendere pubbliche alcuni brani di queste lettere per tentare di fare stare male anche quelle persone che pensano: “Se la sono cercata.” “Devono marcire in carcere.” “Chi ci pensa alle vittime?” “Chi è mafioso, lo sarà tutta la vita, niente pietà e niente benefici.” Lo so! Sarà difficile che le persone che pensano in questo modo rimangano colpite nel leggere queste parole, ma ci voglio provare, perché penso che anche dentro di loro ci sia dell’umanità. Comunque sia, spero di mettere il dubbio che non basta non fare del male (o reati) per essere buoni. Caro Carmelo,  le tue parole mi trasmettono sempre energia ...

Abolizione del fine pena "mai"

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  Luporini Paolo 5,0 su 5 stelle Recensito in Italia il 30 settembre 2020 Abolizione del fine pena "mai" Ho iniziato a leggere i post su Facebook di Carmelo Musumeci e di lì è nata un'amicizia seguita da una breve collaborazione.  Mi ha proposto la lettura di "Diventato colpevole" mentre io acquistavo "Gli Uomini Ombra e altri racconti". Ho terminato rapidamente il primo che è la storia della sua vita criminale che è narrata con uno stile innovativo che si basa su due canali contemporanei di narrazione a due voci, una pensata e una detta. La sua storia si snoda con l'entusiasmo di un giovane e con l'esperienza sofferta di un uomo maturo mediata dalla sofferenza e dall'impegno di riscatto.. La sua battaglia di uomo "nel problema" merita alleati esterni al carcere. Il suo indefesso lavoro avrà frutti, ne sono sicuro, perché, come vedo su me stesso, questa lettura mi ha cambiato e lo farà anche per molte altre persone. La sua è una l...

LA BANALITÀ DEL BENE: DETENUTI MAFIOSI, NON LIBERABILI

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“Se io stesso fossi un giusto, forse non ci sarebbe neppure il delinquente davanti a me” (Dostoevskij) Non dovrei essere io a ricordare che la durata delle limitazioni della libertà dovrebbe essere proporzionale alla necessità di recupero, piuttosto che alla gravità della violazione.  L’altra sera, in una trasmissione televisiva, ho ascoltato che i detenuti condannati per mafia anche se in fin di vita non dovrebbero mai uscire. Oltretutto alcune di queste affermazioni sono state dette da magistrati, che dovrebbe essere i garanti della Costituzione e dalla legge. Forse è il caso di ricordare anche a loro che l’articolo 27 della Costituzione recita che la pena ha una “funzione rieducativa” e si pensa che sia per tutti, quindi anche per il peggiore criminale che, se non viene messo a morte, ha diritto al futuro, o se gravemente ammalato, ha diritto di morire circondato dagli affetti familiari. (In tema di differimento dell’esecuzione della pena: “Per la concessione è sufficiente che ...

ERGASTOLO “A PANE E ACQUA”

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Carmelo Musumeci  Tenere un prigioniero “a pane e acqua” era un tipo di alimentazione ai limiti della sopravvivenza utilizzata in tempi non lontani come forma di punizione carceraria, ma sembra, anche se in forma diversa, che nel nostro paese voglia tornare di moda. Penso che tutti si dovrebbero interessare di cosa accade nell’inferno delle nostre “Patrie Galere” perché al giorno d’oggi il carcere è una specie di autostrada e un giorno o l’altro ci potrebbero passare molti cittadini o parenti, sia innocenti che colpevoli. L’ergastolano Cesare Battisti ha osato lamentarsi dell’alimentazione che gli viene somministrata nel carcere dove è detenuto (gli è vietato persino cuocersi un po' di “riso o pasta in bianco”) e un noto politico (la storia giudiziaria ci insegna che anche loro sono a rischio e che convenga a tutti che in galera venga rispettata la legge e la Costituzione) lo ha anche sbeffeggiato per le sue lussuose pretese. Il nostro Ordinamento penitenziario prevede, nell’artico...

VOCI DAL CARCERE

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Carmelo Musumeci  Penso che senza l’aiuto di tante persone del mondo libero, che mi hanno dato voce e luce, non ce l’avrei mai fatta. Anche per questo, quando posso, che piaccia o no, cerco sempre di dare voce ai miei ex compagni, per continuare a far sapere alla società civile che il male non potrà mai essere sconfitto con altro male, che non serve a nessuno la sofferenza di un uomo destinato a morire dentro una cella che è già la sua tomba. Ecco cosa scrive nel suo diario dal carcere l’ergastolano Pasquale De Feo, in carcere dal lontano 1983: - Tra ieri e oggi un senso di vuoto pervade il mio essere, già sofferente da tanti anni di cattività che hanno devastato il mio animo. La speranza invece di addolcire la mia triste realtà è diventata una spina nel fianco che alimenta cupezza e tormento per un orizzonte infinito impossibile da raggiungere. Rifletto sulla mia realtà, se sia più dolce la morte o continuare a vivere questa vita non vita, piena solo di assilli e di sofferenza sen...

Francesco Di Dio, Ciccio per gli amici

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  Carmelo Musumeci  PER UN ERGASTOLANO LA MORTE È PIÙ UMANA DEGLI UOMINI “L’ergastolano non ha nessun domani. Ha solo un passato che non passa. È come essere morti prima di morire.” Ieri sera ho ricevuto questo triste messaggio: “Oggi è morto Ciccio, te lo ricordi? Nel carcere di Opera stava con le stampelle, gli avevano amputato il piede sinistro. Era stato esplicitamente un ergastolano senza scampo, avevamo descritto bene il morbo di Buerger. Ogni volta che lo incrociavo in carcere mi parlava con gli occhi lucidi. Il direttore ha detto che è stato infarto, improvviso.” Ho appreso con dolore della morte in carcere dell’ergastolano Francesco Di Dio, Ciccio per gli amici. Il suo cognome non gli ha portato certo fortuna, perché Dio lo aveva abbandonato presto. In carcere da trent'anni, da quando ne aveva appena 18. L’ho conosciuto ragazzino, nel 1992 nel lager dell’Asinara, sottoposto al regime di tortura del 41 bis. Siamo stati un periodo in cella insieme. La prima volta...

VOCI DAL BUIO: Mario Trudu

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  Carmelo Musumeci  VOCI DAL BUIO Anche se spesso mi arrivano brutti commenti dai “buoni” che conoscono e puntano il dito solo sul male degli altri, e mai su sé stessi: “Chi è un criminale o mafioso, lo sarà per sempre” /“È già fuori”/ “Sì, è stato assolto, ma qualcosa avrà pur fatto”/ "Mi dispiace che si sia suicidato, ma alle vittime chi ci pensa?”/ “Se facessero del male a tua figlia?”/ “Devono marcire in galera”/ “Ci doveva pensare prima” continuo, quando posso, a dare voce ai detenuti, perché penso che ci siano tanti buoni fra i cattivi, anche se molti di loro non lo sanno, come tanti cattivi fra i buoni. Carmelo Musumeci L’ergastolano Pasquale De Feo ricorda Mario Trudu Una ragazza mi ha mandato un giornalino periodico che parla delle lotte, storie e bellezze della Sardegna. Questo è il numero cinque, ed è dedicato a Mario Trudu, anche la copertina ha un suo autoritratto, con sotto un suo scritto: “Qui dentro, se riesco a muovermi, a respirare, è perché riesco a camminar...

Le sbarre

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Carmelo  Musumeci E CHE VENDETTA SIA “Per me è sempre stato un mistero perché gli uomini si sentano onorati quando impongono delle umiliazioni a propri simili.” (Mahatma Gandhi) Ho sempre pensato che la gente non sia cattiva, ma che non sappia cosa accada nell’inferno delle nostre “Patrie Galere” o come funzioni la giustizia in Italia.  Questo spiega perché molti fanno spesso queste affermazioni: “Devono marcire in carcere”; Buttate via la chiave”; "Occhio per occhio, dente per dente”, (in questo modo si rischia di diventare ciechi e senza denti); “E alle vittime dei reati chi ci pensa?”; “Se l’è cercata”; “Ci dovevano pensare prima” ecc... Con queste convinzioni molte persone dormono sonni tranquilli e beati, fin quando in carcere magari ci finiscono loro, o qualche loro parente. Io invece penso che sia importante che le persone sappiano e s’interessino di quello che accade e come funzionano i loro ospedali, le loro scuole e i loro carceri, anche per sapere come v...