LA BANALITÀ DEL BENE: DETENUTI MAFIOSI, NON LIBERABILI
“Se io stesso fossi un giusto, forse non ci sarebbe neppure il delinquente davanti a me” (Dostoevskij) Non dovrei essere io a ricordare che la durata delle limitazioni della libertà dovrebbe essere proporzionale alla necessità di recupero, piuttosto che alla gravità della violazione. L’altra sera, in una trasmissione televisiva, ho ascoltato che i detenuti condannati per mafia anche se in fin di vita non dovrebbero mai uscire. Oltretutto alcune di queste affermazioni sono state dette da magistrati, che dovrebbe essere i garanti della Costituzione e dalla legge. Forse è il caso di ricordare anche a loro che l’articolo 27 della Costituzione recita che la pena ha una “funzione rieducativa” e si pensa che sia per tutti, quindi anche per il peggiore criminale che, se non viene messo a morte, ha diritto al futuro, o se gravemente ammalato, ha diritto di morire circondato dagli affetti familiari. (In tema di differimento dell’esecuzione della pena: “Per la concessione è sufficiente che ...