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IL REGIME DI TORTURA DEL 41BIS È PIÙ IMPORTANTE DEL CORONAVIRUS

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Il guaio più grosso di un carcere disumano è che alla lunga ti fa sentire innocente e dopo tanti anni ti fa sentire anche una vittima.  Questa mattina dal carcere di Padova, da due fonti diverse, mi sono arrivate queste notizie:  “Tre detenuti della sesta sezione che lavoravano alla pasticceria sono stati trovati positivi al coronavirus. La sezione è chiusa, tutti in quarantena”.  “Nel carcere di Padova, tra detenuti e guardie, sono risultati positivi 30 persone”. Dei contagi di coronavirus nelle carceri “normali” si sa poco, ma non si sa quasi nulla, o meglio non si vuol far sapere nulla, della diffusione del virus nelle sezioni di tortura del 41 bis. Ne parlano i soliti "quattro gatti", fra cui il giornale “Il Dubbio”: “Covid al 41 bis di Opera: altri due ricoverati. Positivo covid al 41 bis di Opera un 59enne è in terapia intensiva. L’altro, quasi ottantenne e con gravi patologie, è all’Ospedale San Paolo”. E tutti gli altri? Zitti e muti. Forse...

Abolizione del fine pena "mai"

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  Luporini Paolo 5,0 su 5 stelle Recensito in Italia il 30 settembre 2020 Abolizione del fine pena "mai" Ho iniziato a leggere i post su Facebook di Carmelo Musumeci e di lì è nata un'amicizia seguita da una breve collaborazione.  Mi ha proposto la lettura di "Diventato colpevole" mentre io acquistavo "Gli Uomini Ombra e altri racconti". Ho terminato rapidamente il primo che è la storia della sua vita criminale che è narrata con uno stile innovativo che si basa su due canali contemporanei di narrazione a due voci, una pensata e una detta. La sua storia si snoda con l'entusiasmo di un giovane e con l'esperienza sofferta di un uomo maturo mediata dalla sofferenza e dall'impegno di riscatto.. La sua battaglia di uomo "nel problema" merita alleati esterni al carcere. Il suo indefesso lavoro avrà frutti, ne sono sicuro, perché, come vedo su me stesso, questa lettura mi ha cambiato e lo farà anche per molte altre persone. La sua è una l...

1° Premio "Il dono sospeso"

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"Il dono sospeso" origina questo nome dal "caffé sospeso" inventato dalla generosità dei napoletani che offrivano un euro per un cliente che non poteva pagarselo. Gli sono seguiti il "pranzo sospeso" e ora, al tempo della pandemia, la "spesa sospesa", diffusa un po' in tutto il paese. Questa bellissima iniziativa s'incontra con l'aiuto che si riceve e che non si riesce a compensare direttamente con ugual misura alla persona del donatore ma che si può destinare a sua volta a un altro. È l'aiuto circolare, il "dono circolare". Ciò che si dona, che si mette in comune, in qualche modo ritorna, in altra forma, da altre mani che offrono. Qui, in questi otto mesi di vita del gruppo, è così per la Donazione Culturale . Si mettono in comune i propri elaborati artistici originali attraverso i quali ci esprimiamo e il piacere del donare s'incontra con la gratitudine di chi pesca miracolosamente in un mare molto più ricco di pr...

Una voce dal fondo della sala

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Non so se il pubblico ha capito davvero quanto sia brutta la situazione per milioni di professionisti nel mondo. Negli Usa la leggendaria Opera Metropolitan Opera di New York ha annunciato che ha chiuso fino al settembre 2021, musicisti, coro, tecnici del palco ecc... niente paga dallo scorso aprile! Broadway è chiusa fino a giugno 2021, West End Hall non può aprire. Il circo Soleil è andato in bancarotta e ha tagliato oltre 3500 posti di lavoro. Feld Entertainment ha già licenziato il 90% dei suoi lavorarori. Live Nation ha dovuto licenziare un numero importante di dipendenti. Gli artisti della gita in barca sono disoccupati e non hanno idea di quando verrano richiamati dai produttori del parco divertimenti. Concerti, festival e tour non sono previsti fino al 2021 e se non accadrà l'anno prossimo, non accadrà mai più. Niente festival jazz, niente Coachella, niente Bonnaroo, niente EDC, niente Glastonbury, niente tour, niente balletto, niente opera.... tutti saltati. Prevediamo che...

LA BANALITÀ DEL BENE: DETENUTI MAFIOSI, NON LIBERABILI

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“Se io stesso fossi un giusto, forse non ci sarebbe neppure il delinquente davanti a me” (Dostoevskij) Non dovrei essere io a ricordare che la durata delle limitazioni della libertà dovrebbe essere proporzionale alla necessità di recupero, piuttosto che alla gravità della violazione.  L’altra sera, in una trasmissione televisiva, ho ascoltato che i detenuti condannati per mafia anche se in fin di vita non dovrebbero mai uscire. Oltretutto alcune di queste affermazioni sono state dette da magistrati, che dovrebbe essere i garanti della Costituzione e dalla legge. Forse è il caso di ricordare anche a loro che l’articolo 27 della Costituzione recita che la pena ha una “funzione rieducativa” e si pensa che sia per tutti, quindi anche per il peggiore criminale che, se non viene messo a morte, ha diritto al futuro, o se gravemente ammalato, ha diritto di morire circondato dagli affetti familiari. (In tema di differimento dell’esecuzione della pena: “Per la concessione è sufficiente che ...

ERGASTOLO “A PANE E ACQUA”

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Carmelo Musumeci  Tenere un prigioniero “a pane e acqua” era un tipo di alimentazione ai limiti della sopravvivenza utilizzata in tempi non lontani come forma di punizione carceraria, ma sembra, anche se in forma diversa, che nel nostro paese voglia tornare di moda. Penso che tutti si dovrebbero interessare di cosa accade nell’inferno delle nostre “Patrie Galere” perché al giorno d’oggi il carcere è una specie di autostrada e un giorno o l’altro ci potrebbero passare molti cittadini o parenti, sia innocenti che colpevoli. L’ergastolano Cesare Battisti ha osato lamentarsi dell’alimentazione che gli viene somministrata nel carcere dove è detenuto (gli è vietato persino cuocersi un po' di “riso o pasta in bianco”) e un noto politico (la storia giudiziaria ci insegna che anche loro sono a rischio e che convenga a tutti che in galera venga rispettata la legge e la Costituzione) lo ha anche sbeffeggiato per le sue lussuose pretese. Il nostro Ordinamento penitenziario prevede, nell’artico...

NESSUNO ESCLUSO

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Marco Latrecchina  - EMERGENCY  Distribuzione di pacchi alimentari e di prodotti per l’igiene per la casa e della persona in risposta a un’emergenza sociale ed economica che sta colpendo sempre più persone.  “Nessuno escluso” è un progetto di distribuzione di beni di prima necessità per le famiglie in difficoltà che abbiamo attivato a Milano, a Roma e a Piacenza a partire da metà maggio, quando l’Italia stava per uscire dalla cosiddetta Fase 1.  Ci siamo resi conto delle reali necessità delle persone nel corso del progetto di consegna di spesa e farmaci a domicilio che avevamo attivato a Milano in collaborazione con il Comune e le Brigate Volontarie per l’Emergenza fin dai primi giorni di marzo. Pian piano, mentre le richieste di consegna diminuivano perché i negozi avevano ricominciato a fare consegne a domicilio, sono emersi bisogni legati a fasce di popolazione diverse, i cosiddetti «nuovi poveri»: nuclei familiari numerosi che prima dell’emergenza riuscivan...